Testo* tratto da christiangays.com

January 12, 2008 by fiocco

Io sono la ragazza cacciata dalla propria casa
perché ho confidato a mia madre che sono lesbica.

Io sono la prostituta che lavora per strada
perché nessuno vuole assumere una donna transessuale.

Io sono la sorella che tiene stretto il suo fratello gay
durante le dolorose notti piene di lacrime.

Noi siamo i genitori che hanno seppellito la propria figlia
molto tempo prima della sua ora.

Io sono l’uomo morto da solo in Ospedale
perché non hanno lasciato che il mio compagno
di ventisette anni entrasse in camera.

Io sono il figlio dato in affidamento che si rende conto, come in un incubo,
di poter essere portato via dai due padri che sono la unica amorevole famiglia mai avuta.
Io voglio che possano adottarmi.

Io sono uno di quelli fortunati, penso. Sono sopravissuto all’attacco che mi ha lasciato in coma per tre settimane e dopo un altro anno, forse, riuscirò di nuovo a camminare.

Io non sono uno dei fortunati. Mi sono ucciso una settimana prima di laurearmi.
Era semplicemente troppo da sopportare.

Noi siamo la coppia che ha avuto il telefono chiuso in faccia
quando hanno capito che volevamo una camera da letto per due uomini.

Io sono la persona che non sa mai che bagno usare
se vuole evitare di essere richiamata dalla direzione.

Io sono la madre a cui non è nemmeno permesso vedere i figli che ha messo al mondo,
che ha curato e che ha cresciuto. La Corte dice che sono fuori norma
perché adesso vivo con un’altra donna.

Io sono superstite della violenza domestica che ha trovato improvvisamente il sistema di assistenza freddo e distante quando hanno saputo che la partner che mi aveva offeso
era anch’essa una donna.

Io sono la superstite della violenza domestica
che non ha un sistema di aiuto a cui appoggiarsi perché è un maschio.

Io sono il padre che non ha mai abbracciato suo figlio
perché dentro mi è cresciuta la paura di mostrare affetto per un altro uomo.

Io sono l’insegnante di economia domestica che ha sempre desiderato di insegnare ginnastica finché qualcuno mi ha detto che solo le lesbiche lo fanno.

Io sono l’uomo che è morto quando i paramedici hanno smesso di curarmi
appena hanno cominciato a capire che ero transessuale.

Io sono la persona che si sente colpevole perché pensa che potrebbe essere migliore
se non andasse sempre d’accordo con una società che mi odia.

Io sono l’uomo che ha smesso di frequentare la Chiesa, non perché non crede,
ma perché loro hanno chiuso le porte al mio ‘genere’.

Io sono la persona che deve nascondere
quello di cui il mondo ha più bisogno: l’amore.

C’è un paio di scarpette rosse, di Joyce Lussu

January 12, 2008 by fiocco

C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono
c’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole…

perchè si al riconoscimento delle coppie di fatto

May 28, 2007 by fiocco

DICO è una sigla che significa “DIritti e doveri delle persone stabilmente COnviventi” e viene riferita comunemente al disegno di legge finalizzato al riconoscimento nell’ordinamento giuridico italiano di taluni diritti e doveri discendenti dai rapporti di “convivenza” registrati. L’iter legislativo è in corso.

Chi potrebbe utilizzare i DICO

Potrebbero beneficiare degli effetti del disegno di legge, qualora approvato dalle Camere, i conviventi ovvero «due persone maggiorenni, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi, che convivono stabilmente e si prestano assistenza e solidarietà materiale e morale, non legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, affiliazione, tutela.».

Il disegno di legge parla esplicitamente di vincoli affettivi, ovvero ciò che scaturisce dal profondo dell’anima di ciascuno di noi. A volte rifletto e mi dico:” immagina l’amore, l’amicizia o semplicemente l’affetto più intenso che tu abbia mai provato” e subito sento una sensazione di armonia dentro me, classica di chi finalmente ha trovato con chi condividere le proprie idee e i propri sogni. E NE SENTO TUTTA LA DRAMMATICITA’ QUANDO POI MI RENDO CONTO CHE ad alcuni di noi è negato il piacere di sentirsi em panta (tutt’uno) con chi si ama. Solo perchè non è eticamente corretto o meglio è anormale, ovvero non usuale. Siamo stati indottrinati con una cultura fortemente razionalista e materialista, dove le eccezioni non sono ammesse, nemmeno quelle dettate dal cuore. Conosco tante persone che si amano e si rispettano anche non essendo unite dal matrimonio (per le più svariate motivazioni) molto più di quanto si rispettino tra loro due coniugi. E mi sembra assurdo che a queste persone non possano essere riconosciuti diritti che oserei definire quasi inviolabili; d’altronde i diritti fondamentali racchiudono anche la libertà pensiero e di azione “nei limiti del buon costume”. Ed è proprio questo limite a rendere difficile l’attuazione dei DICO.

RICORDAVO, DA UNO DEI PRIMI ESAMI ALL’UNIVERSITA’ CHE HO SOSTENUTO, DI AVER LETTO NELLA COSTITUZIONE QUALCOSA SI VAGO CHE PARLASSE DI LIBERTA’…

Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Il riconoscimento

Il disegno di legge è finalizzato al riconoscimento giuridico alle “convivenze” che verranno iscritte nei registri anagrafici di ogni comune, con il conseguente riconoscimento di taluni diritti e doveri a seconda della rispettiva durata della convivenza:

  • dopo tre anni, vengono riconosciuti i diritti e le tutele del lavoro;
  • dopo nove anni, sono riconosciuti i diritti di successione.

Si parla di rapporti stabili e duraturi, per cui i DICO non potrebbero essere attuati per secondi fini come ad esempio strappare i diritti d’eredità nel caso di morte in breve termine O RENDERE LECITO UN PERMESSO DI SOGGIORNO.

Diritti previsti e loro fruibilità

I diritti immediatamente fruibili nell’attuale proposta sono:

  • Decisioni in materia di salute e in caso di morte - ciascun convivente può designare l’altro quale suo rappresentante: a) in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e volere, nei limiti previsti dalle disposizioni vigenti, per quanto attiene alle decisioni in materia di salute; b) in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie, nei limiti previsti dalle disposizioni vigenti.
  • Permesso di soggiorno - si consente al convivente straniero (comunitario e extracomunitario) che è già legalmente in Italia per altri motivi (ad es. turistici) di ottenere il permesso di soggiorno per ragioni affettive.
  • Utili di impresa - il convivente partecipa agli utili dell’impresa dell’altro convivente, come avevano riconosciuto i giudici, ma solo recentemente.
  • Tassa di successione - oggi per il convivente è fissata all’8%, scende al 5% .

I diritti fruibili dopo un determinato periodo di tempo sono:

  • Contratto di locazione - in caso di morte di uno dei conviventi, che sia conduttore nel contratto di locazione della comune abitazione, l’altro convivente può succedergli nel contratto, purché la convivenza perduri da almeno tre anni o vi siano figli comuni. La disposizione si applica anche nel caso di cessazione della convivenza nei confronti del convivente che intenda subentrare nel rapporto di locazione.
  • Agevolazioni in materia di lavoro con tre anni di convivenza sono facilitati trasferimenti e assegnazioni di sede dei conviventi.
  • Trattamenti previdenziali e pensionistici - questo diritto verrà regolamentato dalla prossima riforma delle pensioni, con l’intenzione del legislatore di garantire diritti soprattutto a favore dei conviventi più deboli.
  • Diritti di successione - con nove anni di convivenza, fatti salvi i diritti dei cosiddetti legittimari (quelli i cui diritti sono comunque intangibili) al convivente spettano i diritti di abitazione nella casa adibita a residenza della convivenza e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Quando si fa testamento non cambia nulla rispetto ad oggi; si può disporre liberamente, salvi i diritti intangibili dei riservatari (la cosiddetta riserva, dove invece il convivente non è ricompreso). Quando manca il testamento, il convivente ha dei diritti ereditari significativi ma non del tutto equivalenti al coniuge.) Sicché accade che il convivente ha diritto a:
  1. un terzo dell’eredità, se concorre un solo figlio;
  2. un quarto dell’eredità, se concorrono due o più figli;
  3. metà in caso di concorso con ascendenti legittimi (genitori o nonni) o con fratelli e sorelle;
  4. tutta l’eredità in mancanza di figli, di ascendenti (genitori o nonni), di fratelli o sorelle e, in assenza di altri parenti entro il terzo grado.

Doveri previsti

  • Autocertificazione - Il primo dovere nasce dalla scelta stessa di due persone, anche dello stesso sesso, di regolare il loro vincolo affettivo con un DICO, e si sostanzia quindi nell’obbligo di prestarsi reciproca assistenza e solidarietà materiale e morale.
  • Obbligo alimentare - L’assegno alimentare qui disciplinato vuole garantire al soggetto in situazioni di disagio economico, che verosimilmente ha prestato affidamento sul perdurare della convivenza, un sostegno economico di sopravvivenza «per un periodo determinato in proporzione alla durata della convivenza» sempre che la convivenza duri da almeno tre anni. L’assegno pertanto risponde a ragioni meramente solidaristiche ed è assimilabile a quello pure previsto a carico dei congiunti (ascendenti, discendenti etc.). L’obbligo alimentare invece non può essere assimilato a quello che grava sul divorziato che deve invece sempre mantenere per l’ex coniuge il tenore di vita precedente.
  • Effetto retroattivo - La legge avrà effetto retroattivo e i conviventi avranno nove mesi per mettersi in regola.

- fonte: wikipedia.it

LEGGENDO QUESTO DISEGNO DI LEGGE NON RIESCO A TROVARE UNA SOLA MOTIVAZIONE CHE MI POSSA SPINGERE A COMBATTERE CONTRO I DICO. FINALMENTE UNA LEGGE CHE SI AFFACCIA SUI DIRITTI UMANI, SUL DARE LA POSSIBILITA’ ANCHE A CHI OGGI NON PUO’ DI ESSERE RICONOSCIUTI COME COPPIA. MA PERCHE’ TANTO ASTIO? LA CHIESA SI BATTE SOSTENENDO CHE LA FAMIGLIA SIA FONDATA SUL MATRIMONIO, MA IN QUESTO DISEGNO DI LEGGE NON SI PARLA DI DIRITTI D’ADOZIONE, NE’ DI FAMIGLIE ALTERNATIVE. SE LA FAMIGLIA E’ COSI’ IMPORTANTE PER LA CHIESA, PERCHE’ ALLORA CONCEDE IL DIVORZIO (DIRITTO ALTRETTANTO FONDAMENTALE MA CHE NON DIFFERISCE POI TANTO DAI DICO, IN QUANTO VA A VARIARE LA SFERA FAMILIARE)? IO HO UNA FAMIGLI A COSTRUITA SUL MATRIMONIO, MA NON PER QUESTO SERENA E RICCA D’AMORE. CHE RABBIA MI VIENE A PENSARE CHE STIAMO ANCORA A VEDERE IL SESSO, LA NAZIONALITA’, LA RELIGIONE DELLE PERONE PER RENDERE VALIDA UN UNIONE. MA INFONDO QUESTI DIRITTI ANDREBBERO RICONOSCIUTI NEI CONFRONTI DELLO STATO, CHE DI GIUSTIZIA NE SA POCO… COSI’ VELOCI NEL PROGRESSO EPPURE COSI’ LENTI NELL’EVOLUZIONE!

 

la vera vergogna è….

May 17, 2007 by fiocco

stavo facendo un giro per le pagine web quando la mia attenzione è stata colpita da un forum di discussione su ciò che è accaduto a Dario, il ragazzo che sembrerebbe essere morto stamattina a causa dell’uso di droghe leggere.

Premettendo che non credo assolutamente possibile un decesso del genere, mi sono trovata a controbattere così:

Ormai è un dato di fatto: l’Italia è un paese di perbenisti ed ipocriti, ma la cosa non smette mai di stupirmi.
Era necessaria questa ennesima morte (di cui il ricordo si dissolverà nell’arco di un paio di settimane) per riportare l’attenzione sul problema dell’uso delle droghe leggere?
Noi popolo di puritani siamo ben attenti a non legalizzarle, altrimenti la nostra bella immagine andrebbe rovinata, chi facesse liberamente uso di droghe leggere verrebbe schedato come “persona da non frequentare” o peggio ancora, come un “drogato fallito”. E intanto la maggior parte di noi ne ha fatto almeno una volta uso, rischiando gravi complicazioni che non potrebbero avvenire se il tutto fosse legale. Perché? Risposta semplice: se le droghe leggere fossero vendute dallo stato, sarebbero controllate al microscopio, riporterebbero la composizione sulla busta, e soprattutto I SOLDI SPESI NELL’ACQUISTO DI QESTE NON ANDREBBERO IN MANO ALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA come avviene oggi. E non dite che i politici non ci hanno pensato, abbiamo forme di Governo che camminano sotto braccio con la Mafia ormai da decenni, e noi popolo di vigliacchi bigotti stiamo ancora a pensare se è eticamente corretto o meno legalizzare le droghe leggere! Siamo veramente ridicoli….

Qualche anno fa feci analizzare da una biologa un pezzetto di hascisc per capire cosa contenesse: bene, nulla di quello che avrebbe dovuto contenere. Ammoniaca, Aspirina, fango, escrementi animali… hascish: tracce infinitesimali. Sono sostanze che stenderebbero anche un cavallo se prese in dosi massicce!Inoltre c’è una disinformazione totale in merito al progressivo uso di droghe sempre più pesanti: quante volte ci siamo detti: “ ehhhh, si comincia con le canne e poi si finisce con l’eroina!”? girando un po’ su Internet, ho trovato una bella testimonianza che ciò sia una vera bufala:
Don Luigi Larizza, sulla Repubblica di oggi, ripropone un vecchio adagio:«Sono stati i ragazzi ospiti della comunità a porre il problema, a manifestare enorme perplessità sull’efficacia e sulle possibili conseguenze di questo provvedimento. Affrontando l’argomento, hanno ricordato che tutti loro hanno cominciato da uno spinello e poi sono passati a droghe pesanti. Ancora maledicono quel giorno, sanno che il dramma è iniziato tutto da lì».Il processo logico, com’è noto, è il seguente: si prende un campione di tossicodipendenti e si chiede loro se abbiano fumato hascish o marijuana prima di iniziare a consumare l’eroina; poiché la risposta è immancabilmente affermativa, si deduce che le droghe leggere costituiscono un trampolino di lancio per quelle pesanti in una percentuale di casi vicina al 100%.Bastano poche considerazioni per dimostrare quanto tale ragionamento sia fallace; è del tutto evidente, infatti, che il procedimento corretto dovrebbe seguire il percorso inverso: occorrerebbe intervistare un campione di quelli che hanno consumato droghe leggere negli ultimi cinquant’anni e chiedere loro se successivamente siano o non siano passati alla droga pesante. La percentuale, com’è facile intuire, decrescerebbe vertiginosamente.D’altra parte, qualcuno avrebbe il coraggio di sostenere il consumo di vino costituisce un punto di partenza per arrivare all’eroina? Direi di no: eppure, provate a chiedere ai tossicodipendenti di una comunità se prima di iniziare a drogarsi si facevano un bicchiere ogni tanto…”

Io sono la testimonianza vivente che consumare droghe leggere, anche in dosi massicce, non significa esserne schiavi per la vita: le ho consumate per anni, il risultato attuale e che ho 21 anni, una laurea quasi in tasca (anche se triennale), una vita serena, un bravo fidanzato, lavoro per mantenere una macchina che ho acquistato con un finanziamento, intendo continuare gli studi seguendo altri corsi di laurea, sono astemia e non faccio uso di droghe da anni… come si nota, sono una persona sana, sveglia, dinamica e intelligente.

Bene, se vogliamo assistere ad altre morti come questa del povero Dario, rimaniamo così, un popolo solare nella Felice e Candida Italia delle belle Arti, della Musica e della leggerezza d’animo. Poco importa che intanto il Bel Paese sia attanagliato dal crimine e pianga lacrime di ipocrisia.

Mi presento… il perchè di questo blog

May 17, 2007 by fiocco

Salve, mi chiamo Fiocco, ho 21 anni e sono una studentessa universitaria.

vorrei aprire un blog di discussione su ciò che mi ispira critiche, commenti, riflessioni e quant’altro. ovviamente tutto ciò che scriverò saranno opinioni personali e sarei molto felice di poterle condividire e confrontare con quante più persone possibili, senza censure.

A presto,

Fiocco